Li chiamano problemi passeggeri o secondari, per limitare il danno un codice da digitare, per l’individuazione basta un nome da inserire, è un attimo… e senti, che devo fare? che devo fare? Quando verranno a prendermi non saprò mai mentire, avrei dovuto andarmene sai no, non aspettare, ma come faccio? Come le frasi che hai sentito sai, sai, le informazioni sul mio stato e poi, poi, farti un’idea che sia corretta e mai, mai, descriverti la condizione in cui mi trovo non è facile ma se tu puoi parlare vai, mai, la situazione qui è cambiata sai, sai, ogni mia parola va pesata e mai, mai, mai ti arriverà un pensiero che non possano capire od accettare ma restami vicino non cambiare, sai com’è difficile aspettarsi, le notti tutte uguali, i sogni come ieri, sai il tempo qui non passa mai...
qui c’è qualcuno e sta cercando un buco nel sistema, parole d’ordine da decifrare in uno schema, non c’è perimetro che possa trattenere idee o verità ma cerca un posto lontano, un mondo lontano, un luogo dove se qualcuno sogna non sia vano, avrei dovuto dirtelo prima ma non credevo fosse possibile, io ti raggiungerò domani vai, vai, mi crederanno uno dei loro sai, sai, non possono badare ad un uomo, no, no, apparentemente uguale a loro e quando se ne accorgeranno sarà troppo tardi e allora sai, sai, no non potranno più fermarmi mai, mai, ogni mia presenza è cancellata sai, sai, come se non fossi mai vissuto , conosciuto da nessuno in questo luogo e mi starai vicino, non cambiare, sai, com’è difficile aspettarsi, le notti per cercare i sogni di domani, sai, il tempo qui non muore mai…



















































